BUON RITORNO IN GALILEA

Ai suoi apostoli, prima della passione e della morte, Gesù aveva promesso “vi precederò in Galilea”. Come a dire: ci ritroveremo là, in quell’ambiente che io e voi conosciamo bene, perché è il nostro ambiente di vita, dell’esistenza concreta. E sarà la vita concreta, con le sue fatiche e le sue soddisfazioni, a misurare quanto sia stato importante aver incontrato Gesù, aver condiviso con lui qualche anno di missione, in giro per la Palestina. Tornare in Galilea, dopo che tutto sembrava tragicamente finito, significava credere alla sua promessa: che egli, cioè, non sarebbe rimasto prigioniero della morte.
E i discepoli tornano in Galilea. Chissà se convinti fino in fondo…
Ma hanno fatto bene a fidarsi del Maestro, perché lui li aveva preceduti ed era là ad aspettarli.

Ognuno di noi, tutti i giorni, torna nella “propria Galilea”, fatta di problemi e fatiche, di qualche gioia e soddisfazione. Ma ci torniamo da soli, o ci fidiamo della promessa di Gesù e riusciamo, nonostante tutto, a incontralo?

Buona Pasqua: fidiamoci di un Maestro che mantiene le promesse e ci aspetta!

don Lorenzo