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IN ATTESA DI TORNARE NELLE CHIESE

Altare-Farra

 

Al momento in cui questo articolo viene confezionato, non ci sono indicazioni particolari riguardo alla celebrazione delle Messe, ma rimangono in vigore le restrizioni fin qui sperimentate. E’ probabile che durante la settimana le autorità ecclesiastiche, a vari livelli, forniscano indicazioni più dettagliate.

Altare-Santa-Croce

 

Le uniche disposizioni attualmente in vigore riguardano le celebrazioni delle esequie (all’aperto, massimo 15 persone, con protezioni e a distanza, in tempi contenuti). Rimaniamo in fiduciosa attesa. Alimentiamo il desiderio di poterci ritrovare presto per la celebrazione eucaristica pubblica e quando l’incontro potrà avvenire sarà più che mai autentico e gioioso.

 

 

- PASTORE E PECORE SI CONOSCONO DI PERSONA -

“Testimonianza sì, proselitismo no” è l’espressione usata da papa Francesco una di queste mattine celebrando la Messa a s. Marta. Quasi una raccomandazione a non approfittare di una situazione per tirare qualcuno dalla propria parte, ma di far trasparire semplicemente le motivazioni per cui si agisce e lasciare libero l’altro di decidere se condividere o meno queste motivazioni.

Cristo-buon-pastoreNel brano del Vangelo di oggi, è questo lo stile di Gesù che si presenta come il pastore vero, a cui non interessa altro se non il bene delle pecore. Entra, dice, dalla porta e non usa travestimenti, ma si fa riconoscere in un rapporto leale. Non ci sono secondi fini, interessi nascosti, consensi da acquisire, conquiste per accrescere il gregge di appartenenza. Niente di tutto questo, ma solamente perché ha a cuore il bene, la felicità vera, la piena realizzazione delle sue pecore. Dove lo trovi uno così? Oltre nostra madre, e qualche raro amico vero, di quante persone possiamo dire con sicurezza che desiderano tutto e solo il nostro vero bene?

Tra pastore e pecore, stando all’esempio del Vangelo, c’è una reciproca, profonda, conoscenza. Il pastore chiama ciascuna pecora per nome e le pecore hanno imparato a riconoscere il timbro della voce del pastore. Un pastore che “ha tempo da perdere” se può permettersi di chiamare una per una le sue pecore. Ma non è forse questo che ha fatto Gesù nelle ore immediatamente dopo la sua risurrezione? E’ andato a cercare i suoi, uno a uno. E il riconoscimento è avvenuto quando egli ha pronunciato il loro nome. “Maria!” e il suono della voce è arrivato al cuore di Maria, non solo ai suoi orecchi. E lo ha riconosciuto.

La domanda diventa obbligatoria, quando, proseguendo la lettura del Vangelo, troviamo Gesù che afferma “le pecore lo seguono”. Qual è la voce, il richiamo maggiore che seguiamo nella nostra vita? Quale timbro di voce riesce a far vibrare le profondità del nostro cuore? Non c’è dubbio che voci attraenti, suadenti, ne incontriamo molte, ogni giorno. Non necessariamente voci cattive che portano in qualche burrone (ricordate la favola del “Pifferaio magico”?) alla perdizione. Ma forse semplicemente voci che accarezzano in superficie, che si accontentano di sollecitare soluzioni immediate e parziali a bisogni momentanei. Tra tante voci, quella del “pastore buono” non si impone, occorre saperla riconoscere. E non è detto che subito risuoni come la più attraente. Soltanto attraverso una frequentazione assidua del pastore, della sua voce, si può arrivare a una familiarità rassicurante. Come succede per un neonato, che per nove mesi ha sentito la voce di chi lo stava portando alla vita. E una volta uscito, quella voce la riconosce e vi si affida, appena avverte le prime fitte dell’aria che i suoi polmoni sono costretti a respirare.

Di vero cuore, anche in questo tempo difficile, vi auguro la grazia di saper riconoscere la voce di cui fidarvi.

Buona domenica e buona settimana - don Lorenzo

 

- PREGHIERA PER LE VOCAZIONI - 

Suor-Angela-Martince-Farra

 

Suor Angela (a sinistra) e suor Martince, venerdì 1 maggio hanno rinnovato i voti temporanei ancora per un anno, in attesa di renderli perpetui.

Durante la Messa nella cappella delle suore, esse hanno proclamato di voler vivere in povertà, castità e obbedienza. Si tratta di una scelta particolare e radicale.

Oggi, però, quarta domenica di Pasqua, siamo invitati a pregare per tutte le vocazioni, non solo quelle religiose, perché in ogni stato di vita ci sia chi si pone al servizio del Vangelo e della Chiesa.

 

 

 

Ss-Filippo-Giacomo


SANTI PATRONI

Oggi, 3 maggio, festa dei Ss. Filippo e Giacomo, patroni di Farra. Sono santi sicuramente “pazienti” visto che in genere non riserviamo loro particolari festeggiamenti.

Chiediamo che continuino ad essere nostri patroni. Oggi è tempo in cui abbiamo più che mai bisogno di aiuto dall’Alto.

 

 

RosarioFIORETTO MARIANO

Comprendiamo tutti che la situazione non ci permette di tenere il fioretto di maggio secondo la tradizione cara e partecipata. Tuttavia non c’è impedimento a recitare il Rosario in privato o in famiglia. Anzi, la mancata preghiera in gruppo potrebbe essere un buon metro per misurare quanto la devozione è radicata in noi, sostituendola con altre modalità.

Vi segnalo in proposito la lettera inviata dal vescovo Renato e che potete trovare in: http://www.chiesabellunofeltre.it/mese-di-maggio/ A Farra le campane daranno ogni sera il consueto richiamo al fioretto, poco prima delle ore 20.

Raccolta-alimentare

RACCOLTA ALIMENTI

Prosegue nella chiesa di Farra, la raccolta di prodotti alimentari e per l’igiene. Una parte di prodotti è stata già ritirata dai volontari per confezionare i pacchi consueti e per nuove situazioni di bisogno, destinate sicuramente a crescere. Quello che viene raccolto, infatti, viene unito a quanto raccolto in altre parrocchie e nei negozi che hanno aderito alla proposta di partecipare alla solidarietà che in molti casi diventa indispensabile.

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