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Farra est_ (2)CAMPANE SI’, MESSE NON ANCORA

Molti si saranno accorti come a partire da martedì 14, a Farra si è ripreso a suonare le campane secondo l’orario consueto delle Messe feriali. Suonano le campane, ma non c’è la celebrazione della Messa con tutto il popolo, fino a quando non arriveranno disposizioni che lo consentiranno.

Molte persone hanno chiesto di lasciar suonare le campane, nonostante non ci sia la possibilità di partecipare fisicamente alle Messe, per rompere un silenzio insopportabile. La Santa Messa comunque viene celebrata ogni giorno nella cappella delle suore, seppure con la partecipazione soltanto del parroco e delle suore.

 

- Dall’amore del Risorto, la fiducia nella vita - 

Cero-BattisteroIl brano del Vangelo di questa seconda domenica di Pasqua sembra descrivere una situazione incredibilmente attuale. I discepoli sono rinchiusi nella stanza dove si erano intrattenuti con Gesù soltanto pochi giorni prima. E a tenerli in quell’isolamento forzato è la paura. Paura di subire la stessa sorte del Maestro. Si sentono in pericolo, perché dopo aver eliminato il Leader, c’è da aspettarsi che la violenza si abbatta sul resto del gruppo.

E così si sono rassegnati a sopravvivere da “sepolti vivi”. La loro sicurezza sono le porte sbarrate. Quanto più è inviolabile il sepolcro dentro cui si sono rinchiusi, tanto più si sentono al sicuro.

E il Vangelo non dice che Gesù entra spalancando le porte, facendo saltare i chiavistelli, ma si rende presente in maniera estremamente rispettosa. Rispetta la loro paura, non la ritiene sciocca, irrazionale. Meno che meno la deride. Neanche pretende che quegli uomini, solo poche ore prima spaventati dalle insinuazioni di una serva, diventino immediatamente impavidi, sprezzanti di ogni pericolo. Anzi. Con grande pazienza, dice sempre il Vangelo, torna una seconda volta dopo otto giorni. E chissà quante altre volte nel frattempo è tornato, senza che l’evangelista ne parli. E’ la grande pedagogia del Signore! Egli sa, meglio di ogni educatore umano, che si esce dalla paura non per decreto, ma quando ci si riappropria di un senso di fiducia. E lui viene proprio per convincerli a ritrovare la fiducia. Non una parola di rimprovero, nemmeno un accenno alla pessima figura di qualche ora prima, quando sono spariti e lo hanno abbandonato.

 

cristo-consolatore


“Pace a voi!”. Li saluta così. Hanno bisogno di pace e di riconciliazione, per rasserenare gli animi lacerati dai rimorsi e da probabili accuse reciproche. 

A garanzia che la pace è possibile, sia quella interiore degli animi in subbuglio, sia quella sociale tra i membri del gruppo, mostra i segni della crocifissione. L’ostentazione delle ferite non è un atto di accusa per il tradimento commesso, bensì la rassicurazione che l’amore di Gesù per i suoi non ha avuto ripensamenti. E’ andato fino in fondo, senza rifiutarne la drammatica conclusione. Quelle “ferite”, dice papa Francesco, sono “feritoie” attraverso le quali si intravvede la misura dell’amore di Dio. Gesù aveva affermato pochi giorni prima: “Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”. Adesso è tornato dagli amici recando sul suo corpo le prove, silenziose ed evidenti, che l’amore è stato grande, come di più non poteva. 

  

San-Tommaso-Caravaggio

 

Il Vangelo non ci dice se Tommaso abbia realmente toccato le cicatrici dei chiodi e della lancia. Molto di più sembra lo abbia convinto il fatto che Gesù sia tornato ancora, e questa volta principalmente per lui. Non gli rimane altro da fare, decide di fidarsi: “Mio Signore e mio Dio!”.

Il seguito della storia lo conosciamo. La fiducia ritrovata porterà Tommaso e compagni a uscire da quella stanza sprangata e a testimoniare che l’amore vince la paura. Quella storia arriva fino ai nostri giorni, in cui momenti di scoraggiamento si alternano a momenti di presunta autosufficienza. Giorni in cui abbiamo tutti bisogno di rileggere sul Risorto i segni della passione, per essere così rassicurati che la misericordia divina non cessa di far rinascere la fiducia. Se lo vogliamo. Buona domenica e buona settimana - don Lorenzo

 

 


 

Raccolta-alimentare

RACCOLTA ALIMENTI

Prosegue, ed è anzi aumentata, nella chiesa di Farra, la raccolta di prodotti alimentari e per l’igiene personale e della casa. Una parte di prodotti è stata già ritirata dai volontari per confezionare i pacchi consueti e per nuove situazioni di bisogno, destinate sicuramente a crescere.

 

Pasqua-OrtodossaPASQUA ORTODOSSA

Per questioni legate alla riforma dei calendari, avvenuta nel passato, la Chiesa Ortodossa celebra la Pasqua in questa domenica, 19 aprile.
Nelle nostre famiglie prestano la loro opera di assistenza agli anziani numerosi cristiani appartenenti alla confessione ortodossa. A loro vadano il nostro augurio e la nostra gratitudine. “Cristo è risorto!”.

 


 

RISPETTIAMO LE NORME

Da più parti ci giunge l’invito a osservare le norme restrittive in vigore. Sono pesanti e nei singoli casi ci sembrano forse anche addirittura esagerate, ma fidiamoci di chi ce le ha prescritte. Che la superficialità o l’insofferenza non ci facciano poi pentire di non averle prese sul serio.

 

Coronavirus-norme




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